QUESTO NATALE

Questo natale scorre via

tra vagine squartate

di bambine stuprate

crani disfatti per disperdere

il pensiero di libertà

che invece si diffonde

non si impantana nel sangue

questo natale scorre via

tra gli abbracci di un paese

che si risveglia nero a tolleranza

zero e che insapona i poeti

che scivolano nelle loro

stesse rivoluzioni al grido

del dentone armiamoci e partite

questo natale scorre via

tra le bombe e le h sempre

più mute e pericolose

e il freddo insensato del potere

senza miracoli canteremo

comunque tenuti stretti

bianco natale

Maurizio Manzo: Attimi e deserti

Su NEOBAR ATTIMI E DESERTI
È distesa e sembra in silenzio. Lo dicono in tanti, dapprima un brusio poi ben distinto: sono qua e più in là, le parti spappolate.

Neobar

Un vago tentativo di entrare nella testa, qualora si possa, e negli istanti appena precedenti e appena successivi di uno che ha commesso un femminicidio.
Maurizio Manzo

by m. manzo

Maurizio Manzo, Attimi e deserti

POCO PRIMA

L’inizio è così che parlo in continuazione finché una persona me lo fa notare. Da quel momento sto zitto, parlo solo se interrogato. Provo anche a non respirare, però ogni tanto devo inserire aria nei polmoni. È strano tutto questo, non c’è niente che mi conforti tranne il silenzio, ma non possiamo chiamarlo un vero e proprio conforto, è più una tutela.

Vi posso dire anche l’ora, così potete provare a immaginare come potrebbe essere possibile, sono le dieci e quarantacinque di un mercoledì di febbraio, la luce è quella giusta con le tonalità del periodo e gli angoli ingolfati dal vento. Ora tutto mi appare da dietro un finestrone, sicuramente fuori passa…

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La scoperta della poesia

Che poi molti dicano molto senza dire nulla, facendosi strada (carriera) tra repertorî e tradizioni mercantili, non ha rilievo per la conoscenza…

La scoperta della poesia è scoperta di ciò che la poesia scopre

la Dimora del Tempo sospeso

Giuliano Mesa

Ad esempio. La scoperta della poesia

Ad esempio
Ad esempio, dire di ciò che non sappiamo dire. Senza cercare teoria. Senza temere il conflitto, lo stridore, lo stridere delle parti. Se la poesia è relazione, mette in relazione, non finge sintesi.
(Tutto ciò, e ciò che segue, è detto facendo un passo indietro, incauto, di non-silenzio.)

Rumpelstilzchen
“Trampolino Tonante mi chiamo, / il mio nome nessuno lo sa.” Questa la didascalia sotto il disegno di uno gnomo che armeggia con un arcolaio. La vidi in soffitta, sfogliando un libro di fiabe, che stava tra le cose di una zia. Avevo imparato a leggere da poco. Ne rimasi così turbato che ancora ho nella mente l’immagine di quel bambino che guarda e legge, con gli occhi spalancati, forse spaventati. In casa non c’erano libri, e i primi che poi mi procurai non furono di fiabe. E quel libro che…

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SUDDITANZA

Se non ti occupi di politica

bada  che la politica

si occupa di te e ti sfracella

anche se non inizia

dalla mascella ma ti sfonda

il cuore e trivella

le cervella.

Se ti occupi di politica

è ben altra cosa

 a sventrarti è la libertà

la tua forza decisionale

che sembra darti un tono

autostima caramellata

addosso patina che spella.

Allora?

Non c’è soluzione

all’enigma della sudditanza

morire assenti illudersi presenti.

CATENA

bastione saint remy – foto maurizio manzo


i canali separatori del ricordo
lasciano segni incolore
non sappiamo mai in che
scomparto dividiamo le sequenze


disegni che accompagnano
i primi passi il cordone ombelicale
le banche dati le staminali
i terminali le terminazioni


il rimpasto umano
sotto lampade cieche
che disperde in grumi la luce
i lineamenti esasperati


l’equipaggiamento linguistico
affiora dopo il sonno
lo trovate sotto la fronte
somiglia a un abbandono


simile a uno sfogo
oppure alla luce serale
che non conduce da nessuna parte
e a volte produce orticaria


il vento si affaccia prima
sul viso lo ingoia e lo risputa
in forma grecale maestrale
scirocco fino al termine del suo sibilo


in parte non potrai più farne a meno
vai al punto di partenza
accade tutto velocemente
che perdi il passo e resti di sasso


il mondo che il destino affetta
si ritrova in alcune gocce intatte
ma nessuno ti dice come non farle
evaporare che sull’asfalto non rimbalzano

Maurizio Manzo: Lividelle

finché sono bambino e sembra che non do attenzione
a questi racconti al crescere della sirena
che sale verso l’alto senza colore per scendere
e sprofondare nel cervello

Neobar

Napoli 1943, Via Marina

Lividelle Le pance sono molli senza volontà mio padre è bambino e le guarda seduto sul marciapiede ammassate sul cassone di un camion che le trasporta sotto il cielo di Napoli hanno un ritmo che segnerà il suo sguardo finché sono bambino e sembra che non do attenzione a questi racconti al crescere della sirena che sale verso l’alto senza colore per scendere e sprofondare nel cervello questo è il primo terrore della mia vita che ricordo di svegliarmi tra le macerie cullato da pance che si muovono per inerzia dormivo facendo le corna con le dita perché avevo capito che teneva il male lontano ho avuto questa angoscia per molto tempo ma cosa vale un’ipotesi davanti alla realtà niente e diventa arrogante come lo è il chiacchiericcio pensare di avere un’idea risolutoria mentre fischiano le bombe e sfondano i timpani e la testa tutta sperare…

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Alla salute del serpente

Ogni casa era una stagione. Così la città si perpetuava. Tutti quanti gli abitanti non conoscevano che l’inverno, nonostante i loro corpi riscaldati, nonostante il giorno che non tramontava.

la Dimora del Tempo sospeso

Combien durera ce manque de l’homme mourant au centre de la création parce que la création l’a congédié?

Quanto durerà questa mancanza dell’uomo, che muore al centro della creazione perché la creazione l’ha ricusato?

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