Giù i pantaloni!

La dimora del tempo sospeso

Pubblico il primo di una serie di contributi che con impagabile generosità Lorenzo Mari offre alla Dimora del Tempo sospeso; nel ringraziare e nel salutare il carissimo Lorenzo mi permetto di sottolinearne la grande competenza critica, la bravura di traduttore e di studioso e il valore di poeta e scrittore  [A. D.]

*

 

fabbri_po

 

lettura critica  di Lorenzo Mari a I pantaloni del Po di Giancarlo Fabbri (L’arcolaio, 2020)

 

Trovo non poche difficoltà, nel tentativo di parlare de I pantaloni del Po (L’Arcolaio, 2020) di Gianfranco Fabbri.

È una difficoltà, innanzitutto, dovuta al rapporto di amicizia e di collaborazione che da tempo mi lega al lavoro di Fabbri, nel suo ruolo, da quasi quindici anni, di deus ex machina de L’Arcolaio, tra Forlì e Forlimpopoli. Invece di nascondere questo sodalizio – come troppo spesso accade nelle recensioni amicali dei libri di poesia – ne voglio dare…

View original post 1.599 altre parole

Maurizio Manzo: Divoc (fine)

DIVOC – FINE
SU NEOBAR L’ULTIMO EPISODIO DI DIVOC

Neobar

by m. manzo

DIVOC

7

Mentre volteggio sulla terrazza penso sia un privilegio questo mio nuovo stato.

Ho fatto giusto in tempo a lasciare la porta d’ingresso aperta e a mandare un messaggio a Tiziana con tanta difficoltà nel premere sui tasti e comporre una semplice frase: “appena puoi vieni, c’è la porta aperta, in me e per me non cambierà niente.”

Questi giorni scorsi ho fatto un sogno da cui non mi sono svegliato che all’alba di questa mattina, la morte di tre ragazzi senza che se ne capisse la motivazione. Quando mi sono svegliato, ero sporco di sangue e avevo dei graffi sulle braccia, però avevano incominciato a spuntarmi delle unghie a mo’ di artiglio molto piccolo già da qualche tempo.

Era una cosa che mi aspettavo dovesse succedere, non conosco la causa, però l’ho capito da quando ho iniziato a sentire la necessità di dormire a testa…

View original post 900 altre parole

Memoria dell’oggi: Gino Strada

La dimora del tempo sospeso

Gino StradaQuando i ministri cominciano a non fare i ministri, ma vanno in giro a dire la qualunque, sempre più circondati da un alone di militarismo, la cosa preoccupa molto. E mi preoccupa l’assoluta mancanza di umanità. Non dovrebbe essere prendersi cura dei cittadini il lavoro di chi deve garantire la sicurezza? Mi pare invece sia un lavoro orientato a ignorare i cittadini e spingerli a puntare il dito contro chi sta più in basso. Non si punta mai il dito in alto: perché ci sono milioni di poveri in Italia, non si dice mai.

Da una conversazione di Gino Strada con Chiara Cruciati, pubblicata sul Manifesto del 14 maggio 2019. 

View original post

MURI

qui si lascia crescere muri
come fiori investiti dalla luce
mi facevi notare che però
non ondeggiano non sono
mai preda del vento
o degli sguardi stupiti
generano cecità e altre insensibilità
una cancrena legale
che disfa ogni lato minore
ogni rumore.