Maurizio Manzo: Attimi e deserti

Un sibilo spento sul labbro superiore è quello che mi sembra di ricordare.

Neobar

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“Un vago tentativo di entrare nella testa, qualora si possa, e negli istanti appena precedenti e appena successivi di uno che ha commesso un femminicidio.”
Maurizio Manzo

Maurizio Manzo_Attimi e deserti

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PESO

cielo rosso

Di solito non ci penso al mattino mi sembra troppo presto, ma la differenza che si crea è tanta e non sempre riesco a ignorare. Sempre di solito inizia da un peso che lega il respiro e lo trascina come un cane legato a una macchina, fino a un certo punto riesce a stare al passo, poi la macchina accelera e le zampe si intrecciano, cedono e inizi a scorticare.

Così è ciò che trasporta via il mio respiro, anche se non lo perdi è come un gengiva anemica, un affanno scorticato che non sanguina né brucia, ma si intreccia e soffia come può al centro dello specchio.

PAOLA MUSA RECENSISCE RIZOMI E ALTRE GRAMIGNE SU NEOBAR

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…ma sembra più rifarsi a Jung, quando, prima di citare tali autori, spiega egli stesso la metafora del rizoma in questo progetto poetico: “tutto parte da un rigonfiamento, una riserva che si riempie di delirio, di un bacio mai dato, di incongruenze notturne, di semafori incantati.

 

Cover Rizomi