Maurizio Manzo: Amelia

Sue Neobar AMELIA
I fiori crescono
si appendono al tuo sguardo
vorresti starnutire
ma guardi la fine dei petali

Neobar

by M.Manzo

Il filo

La prima strada che percorri
da solo appena distante da casa
è sempre enorme e piena di luce
le facciate dei palazzi hanno un solo suono

le finestre sembrano non perdersi
nulla attraversano i gesti
come fossero i propri
e riflettono il cielo in silenzio

quando ti perdi ci sono
i panni stesi che riconducono
al capolinea e puoi ripartire
verso un punto di appartenenza

i colori esagerati
sono gli angeli conduttori
quelli sbiaditi ti danno la mano
quelli infiniti sventrano le muraglia

poi ci sono i fischi
i calamari fritti e la musica
scema che sborda dai davanzali
con il fumo in cerchi specchiati

i secchi appesi spaccati e le piante
morte nei vasi crepati
è come lasciare le briciole
o seguire le braciole il loro sentiero

il loro fumo largo e grasso
un vortice che abbraccia
seziona correlazioni determina
i comportamenti seleziona il confine.

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RITIRI

Adesso le conchiglie hanno smesso il lamento
che sembrava senza tempo portarsi come
fa il mare senza sostanza sotto alcuni letti
nelle stanze assegnate dipinte di buio
anche i bambini che le scuotono ci soffiano
dentro come a dare aria spremere polmoni e
le alghe spinte a riva il mare se le riprende.

MISURAZIONE

guardi dal vetro le campagne
o gli interstizi stradali pensati
per gli incontri per la misurazione
dei sorrisi l’intreccio dei pensieri
delle scintille quando non è più ora
e lo capisci dal senso della luce
che non solleva più polvere
né coglie destini