Otto Rizomi di Maurizio Manzo, una nota critica di Gian Ruggero Manzoni e la Prefazione di Pasquale Vitagliano

SU CRITICA IMPURA OTTO RIZOMI
Quasi “esotericamente simboliche” le immagini che va a delineare. Rituali e cerimoniali certi gesti descritti.

CRITICA IMPURA

Maurizio Manzo, "Rizomi e altre gramigne", Ed. Zona Contemporanea 2016 Maurizio Manzo, “Rizomi e altre gramigne”, Ed. Zona Contemporanea 2016

Di MAURIZIO MANZO

con una nota critica di GIAN RUGGERO MANZONI e la Prefazione di PASQUALE VITAGLIANO

RIZOMI E ALTRE GRAMIGNE di Maurizio Manzo (Ed. Zona Contemporanea). Sempre più avvincente la poesia di Maurizio Manzo, che già apprezzai in “Sette terribili ostriche e una perla” (la sua precedente raccolta, uscita nel 2014). Apre il libro una citazione da “Mille piani”, ovviamente di Deleuze e Guattari, che di rizomi se ne intendevano. Resina, ossa, calco, spirale, pietre, rotazione automatica, anomalie … ecco alcune parole/titolo delle composizioni di Manzo. La capacità scientifica di gestire il verso, da parte di questo poeta, si è fatta ancora più acuta e invidiabile. Quasi “esotericamente simboliche” le immagini che va a delineare. Rituali e cerimoniali certi gesti descritti. Demiurgica la vena del mutare prospettive e destini, qualora la poesia si ponga quale dimensione di ordine liturgico…

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Maurizio Manzo: Roglio, furrìsca e callentèddu (Roglio)

Cùssu mengiàno, Cònk’e casciòne frantumò 12 trottole che a turno sostavano a ròglio

Neobar

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ROGLIO

Non so cosa tutto vedesse de pìzzusu delle sue lunghe gambe, ma Cònk’e casciòne planava a tipo condor a scioddài tutte la bardùffule a ròglio lanciando la sua bardùffula.

Cùssu mengiàno, Cònk’e casciòne frantumò 12 trottole che a turno sostavano a ròglio.

A ròglio ci sta chi sbaglia il suo lancio, chi non riesce a pigài con il palmo della mano, allargando le dita, sa bardùffula mentre trottola velocissima, mostrando la meraviglia dei colori che studiavamo apposta per creare un effetto tròppu tògu.

Si non da spaccàra al primo lancio, Cònk’e casciòne, si faìra scivolare sa bardùffula sul palmo della mano e da lanciàra con forza sopra la trottola a ròglio, spaccandola in dusu.

Càndu Cònk’e casciòne ìara accabbàu de fai spinchistài is bardùffulas e inziando a guardarsi intorno con fare da trionfatore, arrivò in piazzetta Ghìsciu tròttu arretzettèndi cumènti is bardùffulas appena scioddàrasa, e tutto concitato inizia…

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Appello per “La Dimora del Tempo sospeso”

Appello per la Dimora del tempo sospeso

Via Lepsius

 radio

Ancora una volta le pubblicazioni sulla Dimora del tempo sospeso sembrano dover subire una battuta d’arresto.
Da questo marginalissimo angolo del web ch’è Via Lepsius faccio appello a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Dimora affinché sostengano la creatura di Francesco Marotta; non so bene perché la Dimora trovi, da un po’ di tempo a questa parte, difficoltà a continuare le proprie pubblicazioni, ma, per quanto mi riguarda, non ho remore ad affermare che proprio la Dimora del Tempo sospeso è, per me, lo spazio più libero, più propositivo, più stimolante del web a livello non solo nazionale, ma sovranazionale; Francesco Marotta ha saputo (e voluto, praticando in tal modo una generosità e una gratuità senza pari) mettere a nostra disposizione testi, interventi critici, documenti d’inarrivabile valore sia culturale che politico, sia estetico che umano – e questo tesoro è ancora a nostra disposizione, in qualsiasi momento…

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Maurizio Manzo: Roglio, furrìsca e callentèddu (Sa Crapita)

Su NEOBAR il secondo frammento di Roglio, furrìsca e callènteddu – Sa Crapìta
Di fatto non ti bìsi màncu in terra, ma ti cresi su méllusu.

Neobar

by M. Manzo - Piazzetta Santa Croce by M. Manzo – Piazzetta Santa Croce

SA CRAPITA

Rolando si portò la mano al naso e gli si riempì di sangue. Scarigàu di brutto, sfoddàu de conca e un uno due fulmineo dàri accabàu de siccài. Strano, ma non si sentiva allochittàu po nùdda. Una piccola schermaglia iniziale: “bairìndi de noi, ma bairìndi tùi, là chi mas pigàu a is scallònisi!” e così via.

Se si vedono anche le scintille durante queste discussioni, sa còsa accàbbara mali.

Rolando si era alzato barròsu quel giorno, ma in castèddu de sùsu s’attèggio dev’essere quello. Qui siamo tutti ammassati. Ti respirano in faccia e vomitano su chi bòlinti. A questo reflusso gastroesofageo il maalox gli fa il solletico e l’effetto contrario. Però l’amicizia è fraterna. Ti fàisi unu goppài d’ogna dì. Cammini col braccio sul collo e sèsi su prus tògu.

Di fatto non ti bìsi màncu in terra, ma ti cresi…

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Su NEOBAR Roglio, Furrìsca e Callentèddu – Sa Posta –

Porto Cagliari - 1981 - foto Maurizio Manzo

Porto Cagliari – 1980 – foto Maurizio Manzo

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Qui a Cagliari diciamo “du còddasa” anziché “frìgasa”, che vuol dire fottere e si pàriri più diretto. Tutti qui cercano di non farsi fottere. La prima cosa che impàrasa è a non ti fai poni la saliva sul naso, un po’ come cercare di non farsi fottere, dèpisi partì subito de conca, se qualcuno osa farlo.