RITIRI

Adesso le conchiglie hanno smesso il lamento
che sembrava senza tempo portarsi come
fa il mare senza sostanza sotto alcuni letti
nelle stanze assegnate dipinte di buio
anche i bambini che le scuotono ci soffiano
dentro come a dare aria spremere polmoni e
le alghe spinte a riva il mare se le riprende.

MISURAZIONE

guardi dal vetro le campagne
o gli interstizi stradali pensati
per gli incontri per la misurazione
dei sorrisi l’intreccio dei pensieri
delle scintille quando non è più ora
e lo capisci dal senso della luce
che non solleva più polvere
né coglie destini

LENZA

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Alla luce, in effetti, ho dato
troppa confidenza e mi ha trascinato
come ha voluto, un pesce
tenuto in tiro da una lenza e dire
che l’acqua è questa e quella
se ti bagna a sgusciare via
ci provi ma poi è lì che ti abbraccia
e non ti puoi tirare indietro –
il divieto è severo
si salta in aria come uno schizzo
ti ritrovi ad annaspare
senza più l’udito
un esempio è il midollo che
si scioglie, un alveare che si secca
devi ascoltare quello che ti è intorno
che ha smesso di ronzare
ciò che non fa una pecca è quasi
una pacca sulla spalla
una sensazione insensata.

 

VIAGGI

Mi è sembrato di scoprirti

col seno il cuore e che

potesse avere freddo e asciugarsi

al vento ché ad altri cuori

è già successo smettere

di frugarsi il battito come si può

con il naso.

Allora ho cercato di coprire

baciando ogni parte e succhiando

da parte il sangue

inseguendo con il tuo sguardo

anche altro.

Così ho percorso qualcosa

come il giro del mondo stringendoti

sempre più forte.

DODICI

linee

festa – foto maurizio manzo – 2019            

Gli spazi slabbrati e profondi
le giostre periferiche
immerse in un cielo molle
nel ritardo del respiro

quando schizzano
i colori delle lampadine appese
stordite dal vento improvviso
scombinano il tono serale

ti attende precisa
l’amarezza della fine della giornata
che inizia a comprimere
ogni lato con asprezza

in alcuni angoli
ti soccorre il fango di piogge primaverili
il manto viola di fiori liberi
resoconto del giorno incerto

ogni evidenza s’incrosta
si fa appartenenza e non lascia
opportuna l’obiettività
nei percorsi si insinua il rumore

le intuizioni innocue
su cosa sembra attendersi
il resto della vita da te
sfumano le alterazioni

la complessa armonia
della polvere tra i colori
dove a spintonarsi ci si avvicina
senti che lei ha la pelle più liscia delle nuvole

quando si disfano i contorni
quello che rimane
è disteso tra delle strisce di luce
mischiato a della polpa di niente

tutto quello che ti circonda
di colpo si fa più grande
segnato da uno strano odore
che si allontana con mutevoli suoni.