RIZOMI E ALTRE GRAMIGNE – In libreria e negli store online

Cover Rizomi

(…) Questa ultima raccolta di Manzo è davvero compiuta. E indica anche un orizzonte possibile e diverso rispetto all’attualità poetica. Ri- consegna al verso e alla parola l’ambizione di sfidare a mani nude le altre più complete e sensoriali forme d’arte. Questa poesia è pura scrit- tura. Si propone alla lettura senza protesi. Ha il coraggio e la forza di confinare la poesia performativa dentro lo spazio visibile (ma effi- mero) dei fenomeni alla moda. Riafferma la sostanza e la semantica del rigore formale.

Un’isola non nasconde mai nulla, le cose perse ritornano a galla/ ti avrei fatta felice certo fiera, se smettevo di rovesciare i banchi/ ri- bellarmi e lasciare buchi bianchi, senza sapere bene per che cosa (…) Quanto cinema poetico abbiamo amato. E quante immagini di Michelangelo Antonioni evocano questi versi.

Dalla Prefazione di Pasquale Vitagliano

In copertina: In attesa che l’erba germini, di Tonino Casula (1981)

http://www.toninocasula.org

Editrice Zona: ZONA CONTEMPORANEA

NUOVE NOMENCLATURE E ALTRE POESIE

curci

Poiché è difficile restare in piedi

in questo tempo che sfilaccia

allora ti reggi al canto che porta

lontano e ti permette di sentirti

farti portare via e ricomporre

la cenere dei libri bruciati ricucendo

la lingua come si fa coi lembi

affezionati poiché è terribile

ogni strappo ogni vessillo

insanguinato vessato senza più voce.

m.m.

 

VI
Mi hanno servito carne digerita.
Nel timballo l’hanno chiamata patria.

 

Undici settembre

Acquerello di Klee, tu guardi ancora.
Su ricorrenze amplificate taci.
Dipani la matassa dell’oblio.

Arrotolato e stretto, unico sei
rimasto folle antidoto alla fuga,
azzardo e rischio sul confine ispano.

A quale dei Santiago ti rivolgi?
Sguardo sollevi e immemori soccorri
al manifesto undici settembre.

 

Sosta

E potrei perdermi, se vuoi,
nel verdeoro di un autunno affamato.
Già la sanguigna disegna i bordi
saturi di attesa.

Strizza, l’occhio sorpreso.
Sfonda la calza
l’alluce impaziente.
Nel tascapane ho il filo del rammendo.

Mi rammento di te,
voce vecchia e suadente,
e non ti seguo.
Scende la brina dell’inadeguatezza.

Incurante, se la ride la guazza.

 

Su una improvvisazione di Jaco Pastorius

Sovverte, nonchalante,
la cascata di note.
Sorprende a grappoli
e sprigiona il ricordo.

Pare facile, dici,
dispensare bellezza
da una corda di basso
Ma il drappeggio è salato.

Alle stelle si urla il prezzo:
di armonie irridenti
è mercato nero.

 

19 luglio 1943

Sotto la rete vedo i calcinacci
e nonno che ci guarda preoccupato.
Mi stringo a mia sorella che ha due anni.
Fa caldo, è luglio e sono a San Lorenzo.