VARIETÀ

Ci sono i poeti in mutande
in camicia in bicchieri di vino
senza verità dentro poi quelli
laterali valvolari vulvari
molti senza prescrizione
da prendere a tutte le ore
alcuni di facciata in difesa
dei diritti ritti senza sdrucciole
gli incomprensibili che
conservano segreti e chi
fa il torero col tramonto
gli inascoltati i più tesi
attesi da alcuni orecchi
poi c’è il cesso più o
meno uguale per tutti.

 

GIREVOLI

Moltitudine, solitudine: termini uguali e convertibili per il poeta attivo e fecondo. Chi non sa popolare la proprio solitudine, non sa neanche esser solo in una folla affaccendata.
Il poeta gode dell’impareggiabile privilegio di poter essere, a suo piacimento, se stesso ed altro. Come quelle anime erranti in cerca di un corpo, entra quando gli pare in qualsiasi personaggio.

Baudelaire

I poeti che s’attardano

sono girevoli

in moltitudine

sono tremendi

e non si beccano

se non per togliersi

qualche pulce a vicenda.

 

Se l’imbrunire

li coglie ancora fuori

si trasformano

animali da luna piena

e sbranano gli annali

per qualche rigo

mendicanti un giudizio.

 

A volte piani

oppure sdruccioli

con il respiro dispari

anziché pari

e il rimbombo dell’eco a capo

apolidi del corpo

sostano sciolti ovunque.

 

Di giorno i molti segni

lasciati invisibili ai più

si fermano sul corpo

e dentro il viso

un gonfiore piatto

come un disturbo muto

che illude udibile lontano.

GIREVOLI

Moltitudine, solitudine: termini uguali e convertibili per il poeta attivo e fecondo. Chi non sa popolare la proprio solitudine, non sa neanche esser solo in una folla affaccendata.
Il poeta gode dell’impareggiabile privilegio di poter essere, a suo piacimento, se stesso ed altro. Come quelle anime erranti in cerca di un corpo, entra quando gli pare in qualsiasi personaggio.

Baudelaire

I poeti che s’attardano

sono girevoli

in moltitudine

sono tremendi

e non si beccano

se non per togliersi

qualche pulce a vicenda.

 

Se l’imbrunire

li coglie ancora fuori

si trasformano

animali da luna piena

e sbranano gli annali

per qualche rigo

mendicanti un giudizio.

 

A volte piani

oppure sdruccioli

con il respiro dispari

anziché pari

e il rimbombo dell’eco a capo

apolidi del corpo

sostano sciolti ovunque.

 

Di giorno i molti segni

lasciati invisibili ai più

si fermano sul corpo

e dentro il viso

un gonfiore piatto

come un disturbo muto

che illude udibile lontano.