IN_ESISTENZA

Ebbene anche oggi
non m’hai guardato
come guardi nel vuoto
così ho smesso d’essere
sono scomparso a
me stesso
tessendo un passo inifluo
fluorescenza d’inesistenza.
Anche quando mi senti
passare
rasare la mia guancia
non senti lo stridore
di un pelo incarnito spuntato
uno stato inascoltato
salto nell’inodore
candore stupito
scolpito
nell’aria trasparente
carente aminoacido.

O DELL’OPACO SOLE IL VENTO – I – Seconda puntata di All’ombra dei Pixel

I   
 
Ma tu mamma voltati sul mio viso scarno
e guarda la pensile luce che riduce
a tratti gli zigomi in assenti sporgenze
del tuo sole mormora la luce terminata
farsi opaca toccala sciogliersi tra dita
distanti tra flebile aria d’ali farfalla
Elvira poi libera il peso sotto vuoto
del ricordo diafano del suo Rolando.
 
 
 

ALL’OMBRA DEI PIXEL – XXV –

XXV
non pelo allo stomaco ma piuma che spuma
intarsia la tonaca mucosa al duodeno
bruciore conico convulso vissuto
riarso d’aspro mastice masticato puro
del sole che cigola c’è solo il ricordo
rovente che lastrica che scalcia con scatto
falcia e sente gracida la gola che ingoia
noia sfianca xantrazol imbianca parietale
 
 
 

ALL’OMBRA DEI PIXEL – XXIV –

XXIV
è volata gracile col profumo in mano
planata in un morbido vascone figura
perlata scheletrica s’immerge nell’acqua
dorata che luccica riflessa alle labbra
preme tempie e medita rammenta il ricordo
che scompare fulmine nel buio soggiorno
l’odore volatile non lascia una scia
sopra i Musu instabile famiglia volteggia
 
 
 

ALL’OMBRA DEI PIXEL – XXIII –

XXIII
lasciato dal lurido sogno sconcio scosso
scialle sulle scapole Elvira lo rincuora
col cornetto malaga poi chiede al figliolo
se ha preso il periodico sorrisi d’attori
stravizi e miracoli Rolando corrosi
e fumanti i postumi notturni volando
sul divano futile giornale le porge
per la lista plurima del pieno delle ore
 
 
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ALL’OMBRA DEI PIXEL – XXII –

XXII

volge il viso ai sepali tra i pali tra i lari
come un bimbo chierico fa la riverenza
Rolando si regola la lenza è quasi ora
della pesca al sarago la lezione a sbafo
grazie a tv vedilo la tua compagnia
serale dai l’obolo in armonia lieta
letta in viso nodulo all’amo e l’ironia
sfuma in ammoniaca che vieta il respiro
 
 
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ALL’OMBRA DEI PIXEL – XXI –

XXI
scorre fluido il bechico nei vostri polmoni
salutare farmaco a nuova concezione
nel petto debilito pestato da tosse
convulsa la formula rischiara il costato
respira il ventricolo di Stefano Musu
che batte sul tavolo pigio a tempo immoto
Rolando volubile guarda il padre perso
che vuole il suo danacool a sturare le vene
 
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