FAI DA TE – 6 –

Involuto disegna

lapparire sfiancato accanimento infinito

venticinque ti libera

a memoria slogato si avvicina dedotto

per quel giorno il consiglio

silenzioso è di farti appartenente mischiato

al cantare così

partigiano spruzzato spolverato di grano

ma che bella ciao ciao

seppellita in montagna con il gusto che guarda

ci guadagna il bel fior

e cammini sicuro sostenuto d’applausi

resistenza a ingoiare

a sguazzare nel vomito

non sputare la storia vasellina che indora

ti carezza consola.

 

 

FAI DA TE – 5 –

A pensarci da te

a un profilo di vita che ti porti lontano

puoi inserire d’amare o

di ammazzare seriale o sezionare la massa

nel servizio di mamma

non le manca di certo una capiente pignatta

a pressione a vapore

e il nitrato d’ammonio conservato in rimessa

da tuo padre fattore

indurisci quest’atto riempiendo di dadi

ferramenta più varia

certamente una mente d’avvitare si trova

nel bel mezzo distinto

poi i motivi anche oscuri mai spiegati indefiniti

incoraggia la gente

dimensiona il rimorso solidale respiro

collegato al boato

in un mondo burroso che si scioglie anche solo

un aiuto non guasta.

 

 

FAI DA TE – 4 –

Se d’impulso ti opponi

a ventate di bombe stendendo le braccia

in avanti e le mani e

non capisci chi soffia così forte il rumore

polveroso che assale

prima ancora che lento ti ricopra e ti asciughi

lo sventrato tuo addome

non provare a scoprire se il vibrare al momento

è un dovere innegabile

non pensare a quel vento trattenendo il respiro

al rimorso che provoca

nei politici scivola

abbandona la loro scollegata bell’anima

stringeranno la mano

a quell’arto staccato un’occhiata infelice

che maciulla più a fondo

della scheggia impazzita

in tal caso bisogna sostituire la garza

purificare la parte.

 

 

FAI DA TE – 3 –

Hai ecceduto nel ritmo

che si scioglie nel metro malridotte misure

e se allitteri rimbalzi

ti rivela itterizia del parlare sociale

mi diceva Valesio una struttura comune

e taluni solerti

si trascinano ancora nel mezzo sillabico

tra quel deca e dodeca

liberata caduta che attraverso le stanze e

labirinti rognosi

sembreresti uno zombi difettare nel canto

dirompente di petto

tralasciato dal vento che fa uguale il suo giro

che s’immagina fresco.

 

 

FAI DA TE – 2 –

Sbriciolata la vita

ti abbandona nel senso all’improvviso tra nebbia

che ti trebbia di netto

ti riprende il respiro risalito sollievo

tu l’ascolti abbracciarti

un momento che segna da tenere vicino

e portare a oltranza.

A orientarla la vita

non conviene non segue si distoglie comunque

a prenderla per mano

che poi in fondo appartiene in tenerezza al tuo cuore in

esistenza alle arterie

ti sorprende la secchezza e penzolante la lingua

ingiallita dal fegato

affogato stufato nel rubino buon vino

ti commuove la luce

arretrata del giorno un’illusione pendente

un aggancio tentato

esentato al rifiuto tra starnuti e sorrisi.

 

 

FAI DA TE – 1 –

Se ammuffito il soffitto

puoi provare a passare del grassello di calce

si consiglia cremoso

addensato mai liquido

col pennello impiegato a mattarello lo tiri

per benino a formare lo spessore scrostato

demolisce le spore

che si attaccano al cuore allarenino violato

una volta riempite le mancanze le parti

si tinteggia la volta

puoi provare a passare il marmorino di calce

che ricopre più a fondo

ma sprofonda il suo costo può valere il tuo cielo

per guardarlo diritto

indicarti il confine protettivo evitare

il franare di nuvole.