TUNNEL GELATINOSO – 1980 –

Digital Art di Elio Copetti che ringrazio per l’abbinamento a questo testo

Giuro! Giuriamo!

O grande madre!

 

Vieni soldato

obliquo nella luce;

sì, disprezza soldato

con la saliva gocciolante.

tristezza

s’è accesa sottoterra

filtrata malata t’illumina

la faccia e labbra

di vetro smerigliato.

 

Soldato avvolgiti bandiera

da quella porta

entra gente, soldato,

falla entrare la folla

osservare, falla, soldato

la folla, marciare

un suono vibrerà

rasente i loro corpi:

scortica gli intestini!

 

Oh, scivoli, soldato

stai bene

attento calza gli stivali o

sbatti la morbida nuchetta

in piedi

soldato forza al calcio

caccia la folla!

 

Perché mai questa strage?

Povera gente –

pareva una maledizione;

come hai potuto

caro soldato

perduto disperato

sui lati ovali

del tunnel gelatinoso

rovesci la stagione

embrionale qui termina

soldato.

 

Non farmi, madre,

tornare io miro

dove mi hanno insegnato.

1980

FAI DA TE – 6 –

Involuto disegna

lapparire sfiancato accanimento infinito

venticinque ti libera

a memoria slogato si avvicina dedotto

per quel giorno il consiglio

silenzioso è di farti appartenente mischiato

al cantare così

partigiano spruzzato spolverato di grano

ma che bella ciao ciao

seppellita in montagna con il gusto che guarda

ci guadagna il bel fior

e cammini sicuro sostenuto d’applausi

resistenza a ingoiare

a sguazzare nel vomito

non sputare la storia vasellina che indora

ti carezza consola.

 

 

TUNNEL GELATINOSO – 1980 –

Giuro! Giuriamo!

O grande madre!

 

Vieni soldato

obliquo nella luce;

sì, disprezza soldato

con la saliva gocciolante.

tristezza

s’è accesa sottoterra

filtrata malata t’illumina

la faccia e labbra

di vetro smerigliato.

 

Soldato avvolgiti bandiera

da quella porta

entra gente, soldato,

falla entrare la folla

osservare, falla, soldato

la folla, marciare

un suono vibrerà

rasente i loro corpi:

scortica gli intestini!

 

Oh, scivoli, soldato

stai bene

attento calza gli stivali o

sbatti la morbida nuchetta

in piedi

soldato forza al calcio

caccia la folla!

 

Perché mai questa strage?

Povera gente –

pareva una maledizione;

come hai potuto

caro soldato

perduto disperato

sui lati ovali

del tunnel gelatinoso

rovesci la stagione

embrionale qui termina

soldato.

 

Non farmi, madre,

tornare io miro

dove mi hanno insegnato.

1980

 

SA DIE DE SA SARDIGNA

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Procurade de moderare

Fate in modo di moderare

Baroni (proprietari terrieri),
cercate di moderare la vostra tirannia,
Altrimenti, a costo della mia vita,
tornerete nella polvere (per terra),
La guerra contro la prepotenza
è stata già dichiarata
e nel popolo la pazienza
inizia a mancare

State attenti perché contro di voi
si sta levando il fuoco,
Attenti perché non è un gioco,
se questo inizia per davvero
Guardate che le nubi
preannunciano il temporale
Gente consigliata male
ascoltate la mia voce

Non continuate ad usare lo sprone
sul povero ronzino,
o in mezzo al cammino
si ribellerà imbizzarrito;
è così stanco e malandato
da non poterne più,
e finalmente dovrà rovesciare
il basto e il cavaliere.

Il popolo sardo
che era caduto in un profondo letargo
Finalmente anche se disperato
si accorge di essere schiavo
Sente che sta soffrendo
solo a causa dell’antica indolenza
Feudo, legge nemica
di ogni buona filosofia!

Questa, o popolo sardo,
è l’ora di eliminare gli abusi
Abbasso le abitudini nefaste,
contro ogni dispotismo
Guerra, guerra all’egoismo
e guerra agli oppressori
È importante che questi piccoli tiranni
vengano vinti.