Fronte Armato per le Immagini – VIII – IX – X – XI –

VIII

Era stata diffusa una nota per gli appartenenti al Fronte Armato per le Immagini. Era stato prodotto uno scanner in grado di identificare il punto sublimale dell’emozione  che aveva scatenato in noi la scelta di identificarsi con quel dato film. In automatico questo scanner lanciava un raggio laser che era in grado di sciogliere la celluloide intersecata con le nostre cellule, e spesso, quando il film era una continua emozione,  scioglieva l’intera persona.

Federico si era identificato anche con il film The Elephant Man, ogni volta che ripensava a quel film sentiva un sussulto. E capì il senso di tutto questo. Il film vivrà o morirà con lui, ma a sua volta aveva già trasmesso quanto ricevuto. Potranno finire di chiudere gli spacci di immagini e distruggere gli uomini videofilm, ma non potranno mai sciogliere tutte le cellule contaminate.

L’antidoto per sfuggire allo scanner Federico l’aveva trovato nel pensare a un verso di Paul Valery: il mare, il mare, sempre ricominciato. Il verso diventava uno scudo o meglio, emetteva una diversa sensazione, diversa da quella perseguitata.

 

IX

La mer la mer toujours recommencèe. Ogni ronda che gli passava accanto, Federico ripeteva mentalmente il verso di Paul Valery. La ronda dotata dello scanner che era in grado di sciogliere persino le persone, qualora fossero talmente in sintonia con il film che avevano scelto di diventare, si distingueva da un luce che pulsava e illuminava il taschino della divisa all’altezza del cuore. Era una luce ad impulso breve e di un colore falso, era appunto un cuore marcio. Gli uomini videofilm avevano un istante in cui soffocare e nascondere la propria emozione e passare indenni davanti allo scanner.

Le strade delle città erano sempre più spesso luogo di esecuzioni e di falò circondati da folla che assisteva al rogo di opere disturbanti. Federico non riuscì più a distogliere dalla mente il mucchio di gente sciolta in un angolo di una strada. Era gente che aveva amato film creati ad arte per stimolare un’emozione che sfociava in commozione, tanto da ingannare lo scanner e fare una strage. Hachiko uccise un intero quartiere. Alcuni nel mucchio erano stati sciolti a metà, si intravedevano le loro espressione, sembrava fossero stati rincorsi e acchiappati dal Vesuvio in una Pompei assolata suonata dai Pink Floyd.

Era giunto al punto giusto. Il camion si fermò puntuale. Scese Carolina, la vacca con la testa ricoperta di serpenti. Federico era pronto per sferrare il nuovo attacco, nel cuore del sistema da sempre ritorto contro chi gli ha permesso di esistere.

 

X

Per miglia aveva portato la vacca in giro per la città. La vacca era stata sottoposta all’inserimento di un diaframma intestinale, condizionando lo sfintere ad evacuare sotto forma di dvd. Carolina era stata fatta abbuffare di cialde chimiche con le scritte e i colori che riportavano i dvd brandizzati BB. Per cui Federico attraversò le strade principali della città con Carolina al collare, che cagava a forma di dvd siglati BB e la folla di chi amava il cinema soprattutto gratis, rimaneva sospesa tra la meraviglia e il vomito mentre raccoglieva i dvd e gli si sfaldavano in mano. In lontananza Federico vide una donna, anch’essa con la testa ricoperta di serpenti biondi, che cercava di precedere la gente raccogliendo come qualcosa che le apparteneva. Sulla porta di alcune videoteche superstiti, c’erano i titolari che pagavano questi film cinque volte di più del BB, che sorridevano soddisfatti. La donna con la testa ricoperta da serpenti biondi, arrivata nelle loro vicinanze fece dei segni come per comunicare qualche cosa, ma muovendo le mani ventilava un odore di profondità corporale e i videotecari scapparono dentro gli spacci reietti.

 

XI

Si era accorto dello scroscio dell’acqua. Adele aveva lasciato la porta del bagno aperta. Aveva le spalle scoperte che porgeva allo sguardo di Federico. Era seduta sul bidè e aveva solo dei fantasmini ai piedi. Federico sembrava carezzarle le spalle con il movimento degli occhi, una carezza immensa e lunga.

Adele si alzò per asciugarsi e si accorse di lui, lo salutò,  “buongiorno”, mentre continuava ad asciugarsi il pube e il ventre. Federico pareva vederla nuda per la prima volta, semplicemente la bellezza di Adele lo sorprendeva sempre, come un’apparizione.

Quel giorno gli era stato assegnato il compito di individuare e verificare una leggenda metropolitana. Circolava la voce, in maniera sempre più insistente, che nello spot della VIDEO ON DEMAND del presidente Pigsconi, dove si vede evaporare l’avvenire di migliaia di persone che gestiscono videoteche  in un DDT, il suo DDT, appare l’immagine di un bambino risucchiato anch’egli all’interno del DDT. La leggenda dice che i realizzatori dello spot avevano acquistato i dvd da far sparire magicamente all’interno di un DDT, da una video in chiusura e chiesto la consegna del materiale sul set, consegna fatta dal figlio del videotecaro in dissesto. Questo ragazzino avrebbe dovuto mettere in evidenza il lavoro del padre che di lì a poco sarebbe scomparso, ingoiato dal DDT. L’effetto digitale  partì improvvisamente senza che riuscissero ad evitare il risucchio del ragazzino. I tecnici lavorarono in fase di montaggio per evitare lo strazio del ragazzino risucchiato, ma da un’attenta visualizzazione assieme agli scaffali e ai dvd si vede scomparire ingoiato nel Decoder Video On Demand il ragazzino.

Federico e Adele dovevano verificare questa leggenda e divulgare, qualora risultasse così, quell’atroce verità, a cui come al solito Pigsconi passava  sopra senza nessuna pietà.

Usarono i sistemi Blow Up e Blow Out. Dal primo riuscirono a vedere e documentare a rallentatore il ragazzino e suoi tentativi di aggrapparsi agli scaffali per non essere risucchiato, ma proprio gli scaffali erano il simbolo principe che doveva sparire. Dal secondo scoprirono una traccia audio in cui si distingueva la voce di Pigsconi dire: “Ghe Pensi Mi! Tanto anche il padre è destinato a scomparire così evitiamo tragedie nella famiglie degli italiani.” E la traccia si interruppe bruscamente.


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Fronte Armato per le Immagini – V – VI – VII

V

“ Spiegavo e rispiegavo in continuazione, che sarei finita sulla strada e senza possibilità di mangiare e di rispettare gli impegni assunti.” – stringeva i pugni con le braccia abbassate Adele, mentre raccontava la sua storia a Federico. Le fiamme gialle le avevano portato via tutti i dvd in quanto sospetti. All’udienza, davanti al giudice, Adele appariva ancora più bella con il volto teso e pallido. Anche il giudice la osservava con un interesse che sembrava andare oltre l’accertare la verità. Aveva portato ogni tipo di documentazione che la scagionava e dimostrava la regolarità dei suoi dvd. Le Fiamme Gialle avevano fatto chiudere centinaia di negozi, grazie allo loro superficialità e alla situazione in cui effettivamente versavano molte videoteche e qualcuna “barava” per sopravvivere. Il giudice non poteva sbugiardare le Fiamme Gialle, e chi avrebbe dovuto pagare per le centinaia di negozi chiusi per lo stesso inesistente motivo? Le Fiamme Gialle avevano uno strano senso su cosa combattere per salvaguardare l’ingegno visivo, e quando sparavano le videoteche venivano colpite anche dal fuoco amico.

Adele accusò allora pesantemente il maresciallo delle Fiamme Gialle, raccontando il momento del sequestro nel suo negozio, che mentre il maresciallo fumava una sigaretta fuori e i suoi uomini portavano via le merci dal negozio, passò un Orphan con un mazzo di verbatim in mano e urtò il maresciallo perdendo alcuni dvd. Il maresciallo li raccolse, lesse il titolo scritto rigorosamente con lumocolor rosso punta f, di uno di questi: Percy Jackson, film non uscito neanche nelle sale, e guardando il fondo, il riflesso del sole gli  illuminò il volto di violetto, lo rese all’Orphan accarezzandogli il capo e sussurrandogli: “attento agli uomini-videofilm!”.

Gli Orphan erano degli uomini-bambino che godevano di un’immunità particolare, potevano razziare le opere di ingegno, le informazioni sensibili, le carte di credito, le identità, grazie a un papello sottoscritto con le forze dell’ordine, dovevano garantire con quel loro aspetto bambino sempre sguinzagliati nella rete di trovare e sedurre e segnalare bande di pedofili. Adele si portò davanti al giudice che per un attimo diede l’impressione di tirarsi indietro e disse: “non ha senso neanche sputarle in faccia! “

Federico le baciò per la prima volta lo sfregio sull’occhio e lei chiuse la palpebra rigata e sembrava gradire quella sorta di protezione, lei che appariva così forte e decisa. E Qualcuno volò sul nido del cuculo si accostò tossendo.

 

VI

La Segreta Commissione Dolly si era riunita in tutta fretta. La situazione stava ormai precipitando e occorreva un’azione che fosse in grado di smuovere il settore all’interno, dalla sua inerzia ormai terminale. I volti degli appartenenti alla Commissione Dolly erano imperscrutabili, apparivano come dei negativi con viraggi warholiani. Prese la parola il braccio destro del grande visualizzatore: “Ogni giorno registi e operatori e sceneggiatori di storie visive, cedono alle nuove vie comunicative, senza rendersi conto che saranno strade a circolo chiuso, senza ritorno! Occorre muoversi in questa direzione e  selezionare chi usare come esempio per aprire gli occhi a tutto il comparto.”

Daniele OpenClose fu il prescelto. Il regista era amato da buona parte delle videoteche, i suoi film nel passaggio in videoteca venivano spesso valorizzati consigliati quasi imposti, prolungando la loro vita e regalando una visibilità altrimenti negata.

Daniele OpenClose fu rapito al suo rientro dal festival di Cannes. Non gli fu rivolta alcuna violenza né fisica né verbale. Venne portato in un luogo isolato, in un casolare che costeggiava il Bosco delle Immagini Dette. La stanza dove era tenuto era illuminata dal fascio di luce di un proiettore, questo per far sentire il regista a suo agio e comunque per non terrorizzarlo più di quanto già non fosse terrorizzato.

La mattina del 24 iniziò l’interrogatorio punitivo. Il 24h\365 era il numero di pratica assegnato a questa operazione. Ventiquattrore per trecentosessantacinque giorni era il servizio che gli uomini videofilm offrivano da sempre. Il servizio che ora veniva calpestato e abbandonato a se stesso anche da chi ne aveva avuto solo giovamenti. Questo l’incipit dell’incontro con Daniele OpenClose. L’incarico fu affidato a Federico, Qualcuno e Adele; Emma lavorava all’impianto luci e musiche. Qualcuno camminava nervosamente intorno al regista, giocando con due occhi di vetro nella mano sinistra. Tutto era pronto e venne tolto il cappuccio dalla testa del regista, che respirò come fosse risalito da un abisso marino in apnea da un’ora. Al regista illuminati dalla luce del proiettore apparvero le facce degli uomini videofilm coperte da maschere di divi hollywoodiani.

“Ora le mostreremo cosa pensa e cosa fa dei suoi film, della sua arte, del suo ingegno, la gente a cui lei vuole dare le corsie preferenziali per la fruizione del suo lavoro.” Esordì Adele con una voce impostata e pienamente sicura. Cominciarono a proiettare le immagini di una sorta di Festival dell’Unità Giga Byte, il filmato mostrava tutto il popolo della rete, Orphan, Impiegati Statali, Gente Comune, che si aggiravano tra i vari stand per provare le varie connessione e i vari software con cui abusare delle immagini. Di colpo la zoomata si poggiò sul bancone di uno stand ricolmo di verbatim con film italiani. Venivano offerti a due a due ad ogni bibita comprata. I film di Daniele OpenClose venivano usati da prima come mini frisbee poi nel proseguo della festa venivano da prima spezzati a metà e usati per frantumare la coca, alcuni scommettevano, dopo varie bevute di birra, su chi riusciva e centrare il buco da più lontano con il piscio. Altri ci specchiavano la saliva e altri ancora li usavano per il tiro al piattello. Nessuno in un’ora e mezza di filmato si era guardato un suo film nei lettori portatili che abbondavano in quell’orgia di immagini rubate e buttate. I titoli visti erano le grandi produzioni americane, i titoloni, ma guardavano solo le immagini migliori e anche quelli venivano poi lanciati ne vari porcili, un po’ come fa il bambino con il panino con nutella, lecca la nutella e getta via il pane.

Daniele OpenClose svenne alla fine del filmato e si risvegliò a casa sua, frastornato e con gli occhi colmi di luce.

 

VII

Rosa Mara se era sola piangeva. L’assaliva la tristezza. Lei vedeva la nebbia nel bosco precedere il suo passo. Aveva perso l’ultima speranza di rivedere suoi figli. La vhs del film Poltergeist in cui sperava potesse restituirle i figli attraverso la tv, era stata sequestrata dalle ronde alla quale difficilmente sfuggiva la luce particolare che emanava un film. Rosa Mara attraversava il bosco come dentro una campana di nebbia. Rivide un uomo che pensò il marito e gli chiese come stesse: “bene, ogni tanto sanguino!” e pensò di fare l’amore con lui, vicino al ruscello. Neanche quella situazione, però, diede un qualche sollievo a Rosa Mara, la nebbia creava un filtro flou mentre erano stesi e l’acqua brillava sui loro occhi la disperazione. Ci vengono tolte le cose più care per l’indifferenza della gente finché non rasenta la loro pelle, i loro affetti cari, il loro lavoro, l’uomo può camminare e calpestare senza che qualcosa lo turbi.

Rosa Mara se era sola, piangeva.

Qui trovi i primi capitoli

FRONTE ARMATO PER LE IMMAGINI

I

      Il respiro del bosco sembrava vedersi a mezz’aria. Mentre l’affanno di Federico fumava e diventava un fascio bluette. Il silenzio di quel posto aumentava il ronzio nelle orecchie e gli sembrava di non riuscire a sentire i passi sopraggiungere. La strada che aveva percorso era quella giusta. Era risalito su per le ultime case del paese, le aveva ancora sotto gli occhi mentre se le lasciava alle spalle e imboccava il sentiero verso il bosco. Avrebbe dovuto camminare almeno due ore e un quarto e poi si sarebbe trovato al posto giusto. Il buio aveva come acceso la luna piena. Riusciva a vedere ogni contorno tra gli alberi e finalmente, preceduti da un brusio, intravide i primi uomini video.

         Federico era entrato nel Fronte Armato per le Immagini da circa 15 mesi. La prima azione che fece, fu quella di tenere le braccia tirate indietro di un ragazzino molto precoce nel procurarsi immagini rubate. La punizione consisteva nel mettere delle gocce di pixel sciolti a mo’ di collirio che con il movimento dell’iride creava una reazione, scatenando un oscillamento continuo di luce e colori indefiniti. Più tardi fece azioni più pericolose e coinvolgenti come tenere segregata la nonna del responsabile di un sito web che consentiva il saccheggio di storie in immagini, faccendone sorbire per intero video porno interattivi. Gli obiettivi da perseguire erano decisi dalla Segreta Commissione Dolly, a cui conferivano le informazioni sensibili sui personaggi sospetti: chi abusava di verbatim, di cavi, chi chiedeva pieghevoli brochure notizie di uscite imminenti con un ghigno beffardo. La Commissione Dolly vagliava le informazioni e preparava le azioni indicando chi doveva compierle e su chi compierle. Dopo aver partecipato a un certo numero di azioni entravi a pieno titolo nel Fronte e guadagnavi il diritto di accedere al Bosco delle Immagini Dette. Federico aveva raggiunto quella meta.

…morire è una cosa che capita ai vecchi…la vita è uno stato mentale…

         Federico incontrò Jean Luc che con lo sguardo gli mostrò di conoscerlo, ma Jean Luc proseguì mormorando: Che cosa sto facendo? Ah, sto inseguendo quell’uomo! No! È lui che sta inseguendo me!

        E Federico di colpo si accorse che conosceva tutti quelli che gli passavano davanti tra gli alberi del bosco e soprattutto riconosceva le loro storie, quello che avevano scelto di essere.

II

         A quell’ora di sera avanzata e in quel periodo, nel bosco si posava sull’aria l’odore che rilasciavano i fiori degli alberi. Era uno strano odore che procurava scintille agli occhi. Somigliava all’odore dei solventi usati per i viraggi delle pellicole cinematografiche. Nel sincopato rincorrersi di lampi agli occhi, Federico vide per la prima volta Adele, e ogni lampo l’avvicinava sempre di più a lui, tanto d’accorgersi della sua inquietante bellezza e dello sfregio che portava dignitosamente sull’occhio sinistro.

         Federico ancora non sapeva che Adele era una delle prime donne video e tra le più attiviste. A lei si devono le azioni più incisive e penetranti del Fronte Armato per le Immagini. Lo sfregio che le segnava l’occhio sinistro e che iniziava dal sopraciglio e finiva prima dello zigomo, le era stato inferto da un gruppo di linkatori inferociti, perché lei era il simbolo delle azioni che avevano smosso il mondo dei siti linkanti che era convinto di aver ormai sconfitto chi rivendicava diritti legali sulla fruibilità del cinema. L’avevano attesa alla chiusura della video e come si portò nel vicolo dove parcheggiava sempre l’auto le saltarono addosso. Federico ebbe poi modo di vedere altri segni di quell’aggressione sul corpo di Adele, e di accarezzarli.

          Adele fu l’ideatrice e artefice di una delle più grandi azioni dimostrative del Fronte. Aveva ideato di sagomare dei dvd in modo tale da farli entrare nella fessura dei tornelli di più enti possibili, la dove fossero stati piazzati dal ministro Peretta. L’effetto fu che il riflesso del dvd evitava di riconoscere e timbrare i cartellini dei lavoratori statali, che sono tra le sanguisughe più assatanate dell’avere gratis e rubacchiata ogni cosa. Ebbene migliaia di lavoratori di vari enti lavorarono per più di una settimana gratis, ovvero gli venne rubata la loro prestazione. E tutt’oggi lo stato non vuole riconoscere quelle giornate come lavorative ma come assenteiste.

           L’altra grande idea di Adele, la più grande ed efficace, fu quella di mettere, aiutata da un amico hacker, nei siti linkanti un link che apriva delle pagine riguardanti il presidente del consiglio Pigsconi, pagine che riportavano offese pesanti e minacce e desideri di scuoiarlo. La pagina che più velocizzava le autorità nel chiudere i siti che ospitavano i link ai film pirata, dopo che Adele faceva la segnalazione al ministero delle telecomunicazioni e al ministero degli interni, era quella che riportava l’operazione alla prostata del presidente e la risoluzione della disfunzione erettile con l’inserimento di una protesi che gli teneva l’augello sempre dritto; tanto da creargli problemi in tutti i meeting di Capi di Stato, dove tutti evitano di porgergli le spalle, e da qui l’orgoglio che tutti sorridenti e gioviali con il presidente Pigsconi. Quattro ore dalla soffiata ai ministeri e il sito linkante veniva chiuso.

         Ora Adele è diventata Lezioni di Piano e Anni di Piombo, e passeggia nel bosco perché la veda Federico, perché la senta Federico: C’é un grande silenzio dove non c’é mai stato suono;c’é un grande silenzio dove suono non può esserci; nella fredda tomba del profondo mare.

III

         Rosa Mara era diventata The Others. Questa casa è come una nave..qui la luce deve essere controllata come se fosse acqua. Aprendo e chiudendo le porte..c è in gioco la vita dei miei figli…Scoprirete che a volte questa casa non è propriamente un paradiso…e incrociò Romano che uscì dalla Nona Porta.

            Rosa Mara aveva perso i figli, rapiti da un download killer. Era diventata quel film per il senso di colpa che sentiva, perché tutto successe mentre era nel suo negozio e tratteneva a se dei films che venivano rubati. Scegliendo quel film, sentiva di poter stare accanto ai suoi figli e recuperarli. Rosa Mara non era temeraria come Adele, ma al Fronte aveva aderito a pieno titolo e guadagnato il Bosco con delle belle azioni per la causa. Ogni volta che usciva dal Bosco delle Immagini Dette, passava a controllare la sua casetta, a controllare se non gli avessero portato via l’ultima vhs che teneva sempre in play: Poltergeist, nella speranza che potessero riaffiorare dalla tv i suoi figli e ritrovarseli felici al suo arrivo.

              Federico guardò con quanta tenerezza Rosa Mara fingeva di tenere al suo fianco i figlioletti, mentre recitava the others: E ricordate, nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa…

           Fu a quel punto che Federico diventò Otto e Mezzo perché gli parve di sentire la musica impazzare e regolare tutte quelle figure che mormorando immagini attraversavano il bosco.

IV

          Erano atterriti. Federico e Adele avevano i piedi insanguinati e sporchi di materia. Gregorio si era gettato dal terzo piano. Avrebbero dovuto vedersi per compiere un azione molto complessa e pericolosa. Con l’aiuto di un interno alla distribuzione nelle edicole, avrebbero dovuto sostituire il film omaggio nella rivista Panorama, Alice in the wonderland, con il film Lost in TransLation che alla massa avrebbe svegliato il tedio del cuore.

         Gregorio era diventato il film l’Inquilino del Terzo Piano, e nell’identificazione dell’identificazione ha ceduto e si è ucciso anche lui. Collegare una situazione così toccante e sconcertante con un ricordo bello, a Federico inquietava, però fu quella sera davanti al corpo di Gregorio, che abbracciò e strinse forte a se Adele. Per la prima volta collegò i suoi occhi al suo profumo, e sentì le sue labbra, screpolate dal mordicchiarle nervosamente, avvicinarsi con flebile tremore.

         Tornarono al Bosco per sentire il chiarore della luna su di loro, come a proteggerli in quella sera così terribile, che preannunciava la fine di un gioco e l’inizio di qualcosa che diventava sempre più pericoloso.

        Intanto le città venivano private sempre più violentemente di tutti i supporti la cui visione potesse procurare emozioni. Le ronde entravano nelle case dove potesse intravedersi un Piano Sequenza la cui luce illuminava la stanza e le menti, e a sprangate creavano il buio.