Reparto C, Stanza N. 13

ti lascio gli appunti gli spunti i quaderni ingialliti
il breviario degli anni

La dimora del tempo sospeso

Reparto C, Stanza Numero 13

Tratto da:
Francesco Marotta
Hairesis (2007, 2016)

sotto il ventre dove il delta si schiude in
carne che riempie la bocca e
qui dentro sepolti di grida la pelle al macello s’accende
la morsa l’effetto un rosa discreto saluta la rena
come fosse un giardino che danza
una madre distesa sul fianco
che lega alle cose un vagito l’orma di un piede senz’aria

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DOPO UN PO’ RICOMNCIA

piazz

piazza senza lepre – maurizio manzo

Prima di scorrere la strada

lascia perplesso l’umore

e quei discorsi

che sostano dalla mattina

fatti solo d’immagini

che i rumori invadono ogni

colore e tutte quelle tue parole

s’inceppano lasciano lì

quella strana luce

A ognuno il suo Bolaño

La dimora del tempo sospeso

Roberto Bolaño

I CANI ROMANTICI

A quel tempo avevo venti anni
ed ero pazzo.
Avevo perduto un paese
ma mi ero costruito un sogno.
E possedendo quel sogno
tutto il resto non aveva importanza.
Né lavorare né pregare
né studiare fino a notte fonda
insieme ai cani romantici.
Quel sogno dimorava il vuoto del mio spirito.
Una casa in legno,
nella penombra,
in uno dei polmoni del tropico.
Di tanto in tanto ritornavo dentro me
e facevo visita al sogno: una statua eternata
in liquidi pensieri,
un verme bianco che si contorceva
come in amore.
Un amore senza freni.
Un sogno dentro un altro sogno.
L’incubo mi diceva: crescerai.
Lascerai dietro di te le immagini del dolore e del labirinto
e dimenticherai.
Ma a quel tempo crescere sarebbe stato un delitto.
Sono qui, dissi, insieme ai cani romantici
e qui intendo restare.

(Tratto da:
Quaderni di Traduzioni“, XII…

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IL GIORNO CHE SI MOSSE IL FIUME

vivian

                        Foto di Vivian Ivolela Batista

 

Da tempo abbiamo smesso di scegliere
sospesa appare una curva verità
che non si trova tra gli alberi
sfarinata davanti e ciò che
non raggiungi bloccato dal vento
lo stesso dei sogni
che non ci dà tregua

IMG_20170305_161228

                                    schermaglie – foto maurizio manzo 2017

richiama il vuoto con un salto
indietro e si lascia accogliere
scarta il chiasso che supera
una strana marea intorpidita
un legame con il resto del fondo
è quello che annega i rimasugli
interni gli infermi interstizi

2

             fermata – via ospedale – foto maurizio manzo 2/2017

 

oltre alcune strade le luci
hanno la solitudine
inclusa e l’eco impazzito
ti sembra di vedere
quando ricordi un viso
e ti sembra di sentire
quando smetti di colpo
di parlare il resto avviene
quasi sempre