ZOMBIE

signore perdona i morti
perché non sanno più cosa dicono
e non sanno che sono muti
non più preda di mutui a vita
concedi più luce anche di notte
attenua le correnti dei fondali marini
insegnagli a camminare sull’acqua
come gli zombie di Romero
così che ci sembri che non anneghi
nessuno che non fosse già morto
e che non muoia nessuno
che sembri ancora vivo

c’è più di qualcosa

Edvard Munch

c’è più di qualcosa
che somiglia al mondo
che si siede sulla sponda
del fiume e guarda il suo nemico
che scema in balia del fiume
non ci tormenta per niente
anche se a pensarci non abbiamo
nemici per cui sederci e aspettare
non abbiamo motivi e bandiere
abbastanza logore da desiderare
cadaveri a cui sorridere
ma ci si spegne la mente
il senso del tatto che ci individua
l’individuo che ci abita.

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L’equilibrio slogato delle luci

10 microprose dal caro Francesco
una dose quotidiana allunga il sapore risveglia le falene che volano fino a disfarsi e tu raccogli le ali e ti accorgi del senso delle ossa anche fratturate oppongono resistenza

La dimora del tempo sospeso

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Biografia di Dino Campana

La dimora del tempo sospeso

Roberto Bolaño

DINO CAMPANA RIVEDE
LA SUA BIOGRAFIA
NEL MANICOMIO DI CASTEL PULCI

Ero portato per la chimica, per la chimica pura.
Ma scelsi di fare il vagabondo.
Vidi l’amore di mia madre nelle bufere del pianeta.
Vidi occhi senza corpo, occhi eterei che orbitavano
intorno al mio letto.
Dicevano che ero fuori di testa.
Presi treni e navi, percorsi la terra dei giusti
di primo mattino e con la gente più umile:
gitani e mercanti.
Mi svegliavo molto presto o non dormivo. Nell’ora
in cui la nebbia non è ancora svanita
e i fantasmi di guardia al sogno mettono sull’avviso inutilmente.
Sentivo i moniti e gli allarmi ma non ho saputo decifrarli.
Non erano diretti a me ma a coloro che dormivano,
però non ho saputo decifrarli.
Parole incomprensibili, grugniti, grida di dolore, lingue
straniere sentivo ovunque andassi.
Esercitai i mestieri più umili.
Attraversai l’Argentina e l’intera Europa nell’ora…

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RIMBOMBO

punti di fine – foto Maurizio Manzo – 2018

prima sentì il rumore
poi ti appare lento
incolore un sogno che rimbomba
mischia ogni istante
ora se ti svegli non puoi
camminare se ritenti
vorresti volare
anche il vento è distratto
sbatte alla rinfusa
e sembra senza voce

ANTICIPAZIONI – TRACCIATI


SU LA DIMORA DEL TEMPO SOSPESA ALCUNI TESTI TRATTI DA: TRACCIATI – LIBRO IN ATTESA..

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foto Maurizio Manzo

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il richiamo sciupato
di ogni tipo di stagione
che muore indefinita
ridisegna il disdegno

un insolito grido arriva
dal mare e sbatte sugli scogli
e rimbalza sulle onde
le disfa le mischia coi sogni

qui c’è sempre il mare
e la secchezza che sputa il sole
che è diversa dall’amarezza
che vomita la luna

dall’ambiguità delle nuvole
da quel colore verde moccio
in cui inciampa anche Ulisse
e giriamo in cerchio il resto dei giorni