CARROZZE

Prima passano le macchine poi scema il sole e sembrano carrozze
brillanti rosseggianti che attraversano la tua vita pianeggiante
ci sono le cose che hai avuto sciolte nel mare che lo colorano
per quello lo guardi e ti sembra con amore ma poi il tempo annega
confonde le onde distrugge le ancore cristallizza stagioni
ciò che si genera ci disconosce e muoiono i concetti stesi sui tetti

Luoghi puri

Su La Dimora del Tempo Sospeso
un poemetto del 1981
LUOGHI PURI

La dimora del tempo sospeso

Maurizio Manzo

LUOGHI PURI

Ho tirato lo sciacquone
mentre lei scendeva la strada
a domare le fiamme
che divampavano sui volti.
Lungo le pietre distese lucertole;
arrivano le luci a danzarle attorno
arrivano le luci e poi colori a
accecarci, le fate a illuderci,
chi ha speranza a dirci:
“coricatevi che tutto si placa.”

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Giù i pantaloni!

La dimora del tempo sospeso

Pubblico il primo di una serie di contributi che con impagabile generosità Lorenzo Mari offre alla Dimora del Tempo sospeso; nel ringraziare e nel salutare il carissimo Lorenzo mi permetto di sottolinearne la grande competenza critica, la bravura di traduttore e di studioso e il valore di poeta e scrittore  [A. D.]

*

 

fabbri_po

 

lettura critica  di Lorenzo Mari a I pantaloni del Po di Giancarlo Fabbri (L’arcolaio, 2020)

 

Trovo non poche difficoltà, nel tentativo di parlare de I pantaloni del Po (L’Arcolaio, 2020) di Gianfranco Fabbri.

È una difficoltà, innanzitutto, dovuta al rapporto di amicizia e di collaborazione che da tempo mi lega al lavoro di Fabbri, nel suo ruolo, da quasi quindici anni, di deus ex machina de L’Arcolaio, tra Forlì e Forlimpopoli. Invece di nascondere questo sodalizio – come troppo spesso accade nelle recensioni amicali dei libri di poesia – ne voglio dare…

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Maurizio Manzo: Divoc (fine)

DIVOC – FINE
SU NEOBAR L’ULTIMO EPISODIO DI DIVOC

Neobar

by m. manzo

DIVOC

7

Mentre volteggio sulla terrazza penso sia un privilegio questo mio nuovo stato.

Ho fatto giusto in tempo a lasciare la porta d’ingresso aperta e a mandare un messaggio a Tiziana con tanta difficoltà nel premere sui tasti e comporre una semplice frase: “appena puoi vieni, c’è la porta aperta, in me e per me non cambierà niente.”

Questi giorni scorsi ho fatto un sogno da cui non mi sono svegliato che all’alba di questa mattina, la morte di tre ragazzi senza che se ne capisse la motivazione. Quando mi sono svegliato, ero sporco di sangue e avevo dei graffi sulle braccia, però avevano incominciato a spuntarmi delle unghie a mo’ di artiglio molto piccolo già da qualche tempo.

Era una cosa che mi aspettavo dovesse succedere, non conosco la causa, però l’ho capito da quando ho iniziato a sentire la necessità di dormire a testa…

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Memoria dell’oggi: Gino Strada

La dimora del tempo sospeso

Gino StradaQuando i ministri cominciano a non fare i ministri, ma vanno in giro a dire la qualunque, sempre più circondati da un alone di militarismo, la cosa preoccupa molto. E mi preoccupa l’assoluta mancanza di umanità. Non dovrebbe essere prendersi cura dei cittadini il lavoro di chi deve garantire la sicurezza? Mi pare invece sia un lavoro orientato a ignorare i cittadini e spingerli a puntare il dito contro chi sta più in basso. Non si punta mai il dito in alto: perché ci sono milioni di poveri in Italia, non si dice mai.

Da una conversazione di Gino Strada con Chiara Cruciati, pubblicata sul Manifesto del 14 maggio 2019. 

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