Assistenziali – 2 –

                        Ho sempre creduto
                        che l’orrore avesse un orlo
                       Erich Fried
 
Emerso nell’abisso
guardava la madre attraverso
avverse coperte pungenti
ammutolito
farsi lontana sponda
 
anche il sole sembrava
inutile
raggio sospeso
a annerire la strada
adagiarsi d’ombra sperduta
 
il rumore si faceva
campana disperata
d’inudito respiro
spirale che ruota
svuota dentro la carne
 
arnesi gelidi
l’abbraccio falciato
scalciato filiale trasporto
si allontanava
l’ora interminabile
 
labile glottide.
 
 
 

Da Il Recinto di Mare – 3 –

3
Arenato tra teste
peste e risucchi
d’orecchi
teste con ancora la lingua
ma che non canta
lontano
non ha
mai potuto cantare
smorfia atterrita
tra un fumo paludoso
odoroso gorgheggiano.
 
La barca
si muove a stento
chino sulla dritta
fitta marea di corpi
s’incaglia
maglia tra le braccia
acciaio che sfredda
le guance
pance che affiorano
e ti si accostano
sostano sotto gli occhi.
 
Recedo e uno stridore
di denti
che raschia sulla chiglia
ciglia spezzate
zattere inutili
mare assorbito.
 
 

ESSENZIALI

 

                                DA SETTE TERRIBILI OSTRICHE E UNA PERLA

più rossi
delle gengive
i tentati baci alle sue
labbra indurite
ritenute in se stesse
scarnito sugli zigomi
 
gomito rigido
frigido ventre che respira
il distaccare delle
pareti socchiuse mostrando
il mollusco frangiato
e bianche concave candide
 
tra fili veli
salivari essenziali
ialini
 
 
 

DROP OUT

                          DA SETTE TERRIBILI OSTRICHE E UNA PERLA
 
*
appena la luce si fece
eccepire rumoreggiando zigzagando
scariche ci fu un lento
contuso distorto percepire
ire e sconforto
che a lungo avremmo atteso
tesoro risorto.
 
memoria sia tanta che poca
costante dolorosa
erosa si aggomitolava
di luce sventrata
trattata senza guanti
antistaminico avariato
iato scadente
 
se credi nel fondo del mare
che dorme e piglia pesci
esci senza scuoterti le alghe
dalle spalle canta sirena
serena sulla rena
fino alla sera
serafica
 
schiarita dal troppo rumore t’appare ridente
cosparsa di drop out
tuoi mentali si fa toccare
parte del viso e dei capelli
indovini il colore degli occhi
che si consumano
dentro il ricordo.