Maurizio Manzo: Roglio, furrìsca e callentèddu (Sa Crapita)

Su NEOBAR il secondo frammento di Roglio, furrìsca e callènteddu – Sa Crapìta
Di fatto non ti bìsi màncu in terra, ma ti cresi su méllusu.

Neobar

by M. Manzo - Piazzetta Santa Croce by M. Manzo – Piazzetta Santa Croce

SA CRAPITA

Rolando si portò la mano al naso e gli si riempì di sangue. Scarigàu di brutto, sfoddàu de conca e un uno due fulmineo dàri accabàu de siccài. Strano, ma non si sentiva allochittàu po nùdda. Una piccola schermaglia iniziale: “bairìndi de noi, ma bairìndi tùi, là chi mas pigàu a is scallònisi!” e così via.

Se si vedono anche le scintille durante queste discussioni, sa còsa accàbbara mali.

Rolando si era alzato barròsu quel giorno, ma in castèddu de sùsu s’attèggio dev’essere quello. Qui siamo tutti ammassati. Ti respirano in faccia e vomitano su chi bòlinti. A questo reflusso gastroesofageo il maalox gli fa il solletico e l’effetto contrario. Però l’amicizia è fraterna. Ti fàisi unu goppài d’ogna dì. Cammini col braccio sul collo e sèsi su prus tògu.

Di fatto non ti bìsi màncu in terra, ma ti cresi…

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