TORRI E BASTIONI

Ed uscii dalle Torri –

ma mi costrinsero a tornare –

qui, ne ho visto scalfiti

vecchi palazzi e sentito

urlare vecchi pazzi.

I vicoli stretti:

oh la profondità strozzata,

stranieri!

All’urlo, tutti fuori ai balconi

d’edera d’immondizia.

La notte:

che si alza con la nebbia

e fugge via

piano piano ben bene

logorata logorata –

cos’è che stavo sognando?

La notte:

che si alza con la nebbia

e fugge via

piano piano ben bene

logorata la notte

era come il giorno

illuminata da brandelli di nubi

che pendenti pendevano –

nei vicoli cadenti;

oh la profondità strozzata!,

stranieri

dagli occhi azzurri che guardate

quanti di noi dagli occhi neri

divoriamo stranieri

delle città di su.

Che cosa

volevate guardare?

Quanta dissolvenza,

chiusi nel ghetto ignobile

gettiamo a mare rabbia vile,

siamo del mare l’indecenza

siamo del mare l’arenile.

Pareva tutta un’attrazione ottica!

Ma dove sono gli occhi?

 

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