ASINCRONO

Le mani quando le muovevi

era infinitamente

perfetto l’asincrono tra il

contorno vuoto e l’armonia

delle dita e il luccichio

dell’anello che gonfiava la carne

metteva in silenzio lo sguardo

mollemente come tutto quello

che attraversavi nei sogni imprevisti

col rumore di una fontana e un

balcone spalancato

e un’arancia tra i denti.

 

 

4 thoughts on “ASINCRONO

  1. Mi è capitato spesso di leggere commenti a testi poetici che ripetevano l’ultimo verso del testo commentato e questo mi ha sempre incuriosito, precisando che la curiosità è il mio modo di avvicnarmi alle cose che non posso condividere. Però leggendo questo tuo testo a differenza di quello che accade di solito con i tuoi lavori, nei quali la parte finale è in realtà apertura verso un’infinito e leggere l’ultimo verso corrisponde a compiere un balzo esaltante e a volte spaventoso, qui, adesso mi ritrovo a rileggere, a ripetere più volte l’ultima riga come fosse un punto fermo. Mi dà la sensazione di essere arrivata al compimento di un pensiero o al raccoglimento perfetto in un ricordo. Ho voluto scriverti cosa ci sarebbe stato dietro, nascosto nell’ombra della rete, se io avessi commentato con le uniche parole davvero chiare:

    “…e un’arancia tra i denti.”
    Grazie.

    Ciao Mauri, un abbraccio.

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