CONO

Adulterata sfila molle

tra la folla addensata

scalda l’aria che perde il corpo

qualcosa come il tuo nome

si sente mormorare

ora anche la guancia

cucita in gobba al labbro

 

ha lasciato il colore

che era della tua luce

spaccata come

la lampadina

di un lampione

tipo tiro con la fionda

bionda era pure la sera.

 

 

Dal vetro era più piatta

quella che chiami carezza

più liscia come sfilare

sull’acqua senza bagnarsi

poi immaginarsi

prima che tutto

si appanni.

 

 Sfilacciate le calze velate

non smettevano di portarti

accalcati di spiazzo in spiazzo

i falchi beccavano –

misuravi i fili d’erba

con le dita con attenzione

a volte respiravi.

 

Poi scendevano sulle spalle

i  capelli punte bruciate

dal sole – 

avevi ricordato al vento

di spingerti sugli

occhi i fiori di zafferano

che riflettevi al cielo.

 

Un solo giorno serviva

a ricordare fosse

soltanto un odore

invece ti sei fatta

odore liquefatto

sciolta come il gelato in

mano a un bimbo meravigliato.

4 thoughts on “CONO

  1. Che meraviglia…dovrebbero inserire il pulsante ” rimangoaboccapertasenzaquasirespirareringrazioDio”, perché “mi piace” è troppo poco. È niente. Grazie meraviglioso Mauri.

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