LA PUZZA

Quando soffi si forma la nebbia sugli occhi. Rolando Musu aveva provato a lungo a spegnere le fiamme sul suo corpo. Finché il foro purulento sullo zigomo si asciugò e la formichina fece un breve rumore di crepa.

Non sarebbe durato oltre, Rolando, senza la formichina che sbucava dal suo viso scivolando sul pus. Il tempo certe ferite non le sana. Poteva essere un reperto, aiutare un’indagine, ricomporsi in un sacchetto, rimbombare nell’obitorio. Invece preferiva svolazzare con l’insufficienza della carta bruciata, annerire le nuvole.

Luisa trattenne alcune parti sbriciolate di Rolando. Molte altre si mischiarono a foglie e sterpaglie, incanalate verso i tombini e neanche uno sguardo a seguire tutto quel nero scorrere via.

Questo è quello che si dice, più quello che si pensa. Alcuni giurano che era quello che lui voleva, molti continuano a lamentare la puzza, perché non sempre il fuoco purifica, pulisce la nostra visuale.

2 thoughts on “LA PUZZA

  1. Sono incapace di esprimere un commento, perciò avrei volentieri cliccato su “mi piace”, se non fosse che invece mi dispiace, molto. Per Rolando. È triste seguire tutto quel nero colare via.

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