LA PALLONATA

Gli sembravano più strane di sempre, le grida dei bambini e dei ragazzi che giocavano nei giardini. Rolando guardava con la meraviglia di chi vede la vita per la prima volta. Quella volta di quando ti accorgi che mancarti il respiro sarebbe terribile. Lui che di vita non ne possedeva più, sentiva questa malinconia attraversarlo.

Allora si disse che forse era meglio rallentare la visuale e siccome non poteva più chiudere gli occhi, si mise una benda ben stretta sugli occhi e iniziò a girare intorno alla panchina verde scomparso, mormorando non devo guardare! Non devo guardare! Non devo guardare!

Poi arrivò una pallonata dritta sul petto. – Questo è qualcosa che un tempo avrebbe potuto fermarmi il cuore. – disse, staccandosi il pallone che aveva affossato il suo torace e lanciandolo alla cieca verso la voce che lo reclamava. – Puoi continuare a giocare – mormorò – io non guardo.

Solo a sera tarda, Rolando Musu, smise di girare intorno alla panchina verde scomparso e togliendosi la benda, provò a guardare nel buio sperando di non riuscire più a vedere per quella giornata.

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