SPOSA SPOSATA

Foto reperita sul web

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Insinuarsi e raccapricciare

violentemente fino

a gonfiare la pelle

sollevare l’attimo scuro

sofferente monologante

velo dal bianco

dell’occhio nero

appesantito

da  lacrime tinte.

 

Fronteggia sonnolento

impotente la via

ogni velocità

viva riacquista

movimento di ghiaccio

imbestialito

il  gesto

lascia il lato

grottesco.

 

Così

assume

la canta

la ricanta

l’addolcisce

l’incattivisce

la imbeve d’olio

bollente mostruoso

il movimento smuove.

 

Così

abisso

cadavere

corposità

indebolita

della divinità

scaraventata giù

sfinita scaraventata

scaraventata sbattuta.

 

La sua testa, grumo di sangue

nero, è corrosa sugli scogli

d’acido di ormone calcareo

che copre il contatto

alla capacità

distacco di unghie

urlanti

invano graffiano

il cielo.

 

L’essere, mutilato

dalla rabbia, vacilla

osservato anche dalle nubi.

Il corpo

impedito  d’eccitamento

spedito

si sfoga demente furioso

corvo lanciato

nel nido.

 

Pace argentata

sposa sposata

pace saturata

corvi spennati

nell’attrito sul covo

avvelenato dentato

degli strilli morenti

il sibilo da bocca al vento

del corpo riluttante.

 

Dove sogni morirai

ora squarciata

vestita di lillà

cammini

appassita nel viale

colorando le aiuole

coròlla nella pietra

tu seccherai

dove vorrà.

 

Agosto 1981 –

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