TRAGITTI

Poi sono finito

come la buccia di banana

sotto al piede

arrovellato e costellato

di costole di mucca

impazzita come

una vespa che non riesce

a pungere

un toro che t’insegue

cieco e si conficca nel muro

 

davanti alla vita cancerogena

che ti rincorre

mi chiedevo se può

bastare

chiedere l’ora e di che

odora la ribellione

che mai attuerai

se a un embrione

posso parlare all’orecchio

dirgli: stai in campana

dipana il tragitto.

2 thoughts on “TRAGITTI

  1. “davanti alla vita cancerogena
    che ti rincorre”

    Bisognerebbe cavalcarla la vita e renderla -nostra- al di là della lingua […]dove ingerire diviene vuoto[…] t.t.
    Un sorriso Tiziana

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