LE ANAMORFICHE – 4 –

4° ANAMORFOSI

anche il giorno che lento assapora la spora che lieve dispone
su pareti graffiate il respiro assorbito di colpo si quieta stordito
poggia pioggia al torrente una lente allargata che scende che scava
con spirali impazzite filtrate nei corpi filati dai venti che senti
dirompenti roventi fermati alla schiena che senza più forza si piega
e cosparso di piaghe anche il senso si disfa si sfascia ti dici m’accascia
mentre stanco il pensiero mutato che schizza ti sfugge e ti lascia
il cervello un orpello che muto risponde del vuoto nell’eco.

 

 

3 thoughts on “LE ANAMORFICHE – 4 –

  1. la musicalità è notevole, senza ombra di dubbio, ma rimane quel “veicolare” nel senso che tu stabilisci, l’attenzione del lettore…ed è quì, che secondo me, si depotenzia la forza della poesia.

    un caro saluto da un gelido meriggio di febbraio su un lago che è lastra di ghiaccio appena increspata dal vento di ponente….:-)

  2. Concordo di rado con Carla ma questo è il caso. La ricerca è potente, il lessico muscolare ma ne risulta un verso stuprato dalla violenza della forma in cui lo inquadri. Ti preferisco più anemico Maurizio, più sincopato. Un caro saluto, L.

  3. …non è niente di così particolare:)…cerco solo di seguire un ritmo
    ternario…che permette un respiro narrativo…
    l’attenzione è sempre veicolata da chi scrive, Carla…poi
    accadono anche altre cose nonostante noi…
    un caro saluto a voi
    mm

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