ESTRATTO ESATTORIALE

Che m’importa di Faust
che in una ridda di razzi
scivola con Mefistofele sul pavimento del cielo!
Io so
che un chiodo del mio stivale
È più raccapricciante della fantasia di Goethe!
                                                                   Majakovskij
 
 
l’esatto estratto esattoriale
torto il capello orpello
al ratto sotto sfratto
il gatto cordiale non sa
che dire vestito di punto
unto il capo d’olio
 
santo il mattino iridescente
scientemente schiarito
accompagna l’esecuzione esecutiva
attiva il battito cardiaco
quasi un dionisiaco escutere
cute dimora sesamo
 
a monte pietà indifferente
colma di subbuglio mnemonico
la dirompente forza
smorza smaltita nel dolore
la quota esigua smemora
mora alle stelle
 
stalle all’incanto
pianto di radici affettate
disperso nel cielo radente
che non fa più una piega
una nube tumefatta
fattorie liquefatte
 
dal destino mastino
postino che non lieta
vieta un sorriso teso
esoso estorto il bottino
di stato il topo impara
a squittire rassegnato
 
vergognato nella fogna
sugna dell’esborso erariale.
 
 

7 thoughts on “ESTRATTO ESATTORIALE

    • Ciao Carla, lieto del tuo passaggio…:)…

      il fondo dell’abisso ti porta a un cambiamento radicale
      e non può essere che meglio
      di un’ipotetica “normalità”…

      quanto a Goethe chi lo tocca!!:DD….anzi mi piace…mi sono rimasti impressi
      questi versi di Majakovskij fin da ragazzo…come a dire che esistono momenti e situazioni in cui c’è poco da “girarci” intorno…;)…

      Ciao Carla a presto

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