STRESSIONE

l’anima (ormai) spesso soppressa
provando a commerciarla
senza una ciarla una burla
fronteggia avarizia, ingiustizia
scovando gentilezza, incoerenza
folleggia su labbra sporche
di liquirizia essiccata da agenti nel sole.
eppure non sono un immondo
diavolo e Faust non mi è cliente
rosso non mostro il rumore
né forte forte caustico il volo furibondo
attorniato di intermittenza
do splendore al splendente a spendere.
riflessi senza specchiarsi sfilano
suoni colorati e i visi invischiati
variegati s’accalcano
s’inarcano piegati sopra cigli
di strade sfilano gli andirivieni
avviluppati
non una preghiera una supplica
l’anima non più si vende non più si dona
ad un povero cristo ad un povero diavolo
assimilati

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