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Avresti sospettato dolore
ore insapute
tenute implose
non fosse per la distrazione
della felicità in_attesa
esagerata.
Come un giro completo
degli emisferi emozionali
fino a contorcersi
la troppa felicità
città balocca che
ti abbraccia fino a farti male.
Ma poi è la striscia
che consuma
umano sospiro a distrarre
il tuo cammino
mezzeria tratteggiata
consente svolte e non ritorno.
Il sonno infranto
rantolo ronfico
pesto sul grembo
embolo mappamondo
che srotola
con un dito il destino.
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Assistenziali – 2 -
Ho sempre creduto
che l’orrore avesse un orlo
Erich Fried
Emerso nell’abisso
guardava la madre attraverso
avverse coperte pungenti
ammutolito
farsi lontana sponda
anche il sole sembrava
inutile
raggio sospeso
a annerire la strada
adagiarsi d’ombra sperduta
il rumore si faceva
campana disperata
d’inudito respiro
spirale che ruota
svuota dentro la carne
arnesi gelidi
l’abbraccio falciato
scalciato filiale trasporto
si allontanava
l’ora interminabile
labile glottide.
Assistenziali
Era in quel modo
davanti a quell’uomo
come cristo davanti
alla sua verità
che pareva non credere
ai gesti e al suono
alla bava asciugata sulle
sue braccia
mentre strappavano via come
cose tenute strette
erette più in alto che poteva
ogni sua arteria che gridava
divagando ogni dubbio pietoso
un dubbio che roccia respinge
ingegno precluso
eluso
dolore sapore candore.
La luce folta
rendeva narici palati
alati
scortesi protesi orticanti
cantilena tra moccio
e lacrima
rimasugli d’umano destino.