BLUE DOWN

in fondo sostare tra le ombre talvolta capitava di colpo
anche a te sfiorando uno strano tessuto corporeo rugoso
schiumoso sfuggente scomparso di luce trafitto
 
il caldo sudore bagnava il tuo viso disteso
piacere sospeso da colpi costanti tra baci radenti
cadenti tra ciglia e scheggiate pupille pensavi

che tanto del cielo sorpreso a guardare resina cadere
più lenta del sangue succoso avvolgente d’albero contuso
restava stupore pallido tradito da sbuffi che muove di lato

nuvole distese stordite da muto spiacere chinato
piovoso tra il manto d’ombrelli e carrelli d’ortensie
passavi sconvolta cadenza  di gambe di danza di tango
 
angoscia sospinta al respiro scalfito pensiero rapito
capitolo di fine soggiunta finita nel mare cresposo
responso inattivo di nervo sfinito nel freddo infinito.
 
 
 

3 risposte a “BLUE DOWN

  1. c’è uno studio del verso lungo e della sua musicalità in questa tua, caro Maurizio
    non sfugge a un occhio attento come il mio.
    lasciati dire che preferisco di gran lunga il tuo verso spezzato, breve, secco!

    buona domenica :-)

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